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hypnoticsmiley - testa fra le nuvole كلمات أغنية

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(verso 1) sguardo nel vuoto, e non è per un panorama, è un monitor spento, l’anima che si infiamma. mille input al secondo, il cervello è in overbooking, mentre il mondo mi parla, io sono in rewind che sto cucinando un altro cooking show di problemi, una serie infinita, la mia mente è una metropoli, e sono un turista. non capisco la domanda, chiedo “cosa hai detto?”, sono a un passo dalla terra, ma con la testa sul tetto. ho firmato un contratto con la distrazione cronica, ogni pensiero è un peso, una zavorra tonica. passo sul rosso, perché sto pensando al verde di un futuro che non arriva, e il presente si perde. la rеaltà è un dettaglio, io vivo in un labirinto, di ‘se’ e di ‘ma’, un algoritmo chе ho dipinto
(ritornello) testa tra le nuvole, è il mio satellite personale, tra il frastuono di problemi, un silenzio glaciale. sono qui, ma sono altrove, l’anima in standby, in ritardo agli appuntamenti, con la vita, col ‘why?’. mille pensieri in loop, il cervello è un jukebox rotto, vivo con la nebbia dentro, un cielo che ho riscritto. sì, sono distratto, è il mio stato di default, il mio universo parallelo non conosce fault
(verso 2) mi chiedi un parere, ti rispondo con un fischio, sto elaborando troppe cose, sono a rischio. la chat è piena, ma non leggo i messaggi, sto cercando il bandolo in tutti questi passaggi. il telefono squilla, ma sembra un’interferenza, perché nella mia testa c’è già troppa risonanza. devo pagare le bollette, finire quel progetto, e intanto il mio subconscio mi fa un altro dispetto. mi sveglio stanco, perché ho viaggiato di notte, tra gli incubi e le ansie, a riparare le rotte. ho le occhiaie profonde, da scavo archeologico, di notti insonni a risolvere un puzzle illogico. cerco l’interruttore per spegnere il rumore, ma è un rumore interno, un battito d’errore
(verso 3) ho un viso impassibile, la mia maschera di cera, mentre dentro urla un coro, una vera primavera di pensieri tossici, che germogliano senza sosta, la mia calma esteriore è solo una risposta automaticamente programmata per la società, perché se ti dicessi il vero, non crederesti a metà del casino che ospito, di questa confusione, una dark web di ansie, senza connessione col momento che sto vivendo, il qui e l’ora è un miraggio. parlo con te, ma sto cercando un altro passaggio per uscire da me stesso, da questa prigione d’oro, dove il mio unico lusso è il continuo lavoro di nascondere il tremore, l’eco delle preoccupazioni. sembra che ascolti, ma sto contando le mie lezioni non imparate, gli errori commessi ieri, e intanto tu mi parli dei tuoi pomeriggi seri
(bridge) non è un sogno, è un peso, è la gravità mentale, che mi tira su, lontano dal piano reale. esco di casa e non so dove devo andare, faccio tre passi e dimentico cosa devo fare. tutto è urgente, tutto è una priorità zero, e questo circolo vizioso mi rende prigioniero! guardami negli occhi, non vedrai la messa a fuoco, ma un riflesso lontano, un fuoco spento in poco!
(ritornello) testa tra le nuvole, è il mio satellite personale, tra il frastuono di problemi, un silenzio glaciale. sono qui, ma sono altrove, l’anima in standby, in ritardo agli appuntamenti, con la vita, col ‘why?’. mille pensieri in loop, il cervello è un jukebox rotto, vivo con la nebbia dentro, un cielo che ho riscritto. sì, sono distratto, è il mio stato di default, il mio universo parallelo non conosce fault
(outro) testa tra le nuvole… sì… ma le radici… le radici sono giù… nel fango delle crisi… non è evasione… è solo… un modo per respirare… aspettando che il cielo… smetta di gridare

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